. I più anziani abitanti del territorio dei Monti Dauni conservano ancora viva la memoria del maiale nero, razza autoctona che veniva allevata al pascolo. Era un animale forte e resistente, perfettamente adatto all’ecologia dei luoghi.

. Nel 1999 la Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali e la Società Consortile Gal Meridaunia decisero di recuperare questa razza, ormai quasi estinta, per cui si è incaricato il CNR per la selezione di alcuni capi.

. Dopo anni di ricerche e lavoro, con la collaborazione di diversi allevatori locali, la selezione è stata completata, per cui ora si sta incentivando la sua reintroduzione nel territorio.

. Il maiale si presenta coperto di grosse ed abbondanti setole nere, con profilo della testa rettilineo, con arti lunghi e muscolosi, con tronco rettilineo e proporzionato, con orecchie orizzontali e con coda pendente dritta. si alimenta di erba, residui orticoli, ghiande, granoturco, fichi, olive non raccolte, ecc…

. Dal 2005 il ConsDABI (Consorzio per la sperimentazione, divulgazione e applicazione di biotecniche innovative) – Centro di ricerca sulle risorse genetiche animali di interesse zootecnico, con sede in Benevento, è stato incaricato dalla Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali per la collaborazione tecnico scientifica con l’Associazione Provinciale Allevatori di Foggia al fine del riconoscimento della razza di detto suino.

. Attualmente la Facoltà di Scienze dell’Alimentazione dell’Università degli Studi di Foggia sta portando avanti uno studio per verificare le caratteristiche di queste carni di qualità superiore, che si presentano particolarmente saporite, di colore rosso intenso e con lardo bianco tendente ad una sfumatura di rosa.

. E’ stata avviata la trasformazione delle carni, secondo l’antica tradizione, per l’introduzione sul mercato di prodotti di nicchia.